Prima di iniziare a fare queste pratiche è necessario consultare il testo indicato, che riporta tutte le avvertenze sulla giusta modalità di esecuzione. Una modalità errata può danneggiare anziché aiutare il sistema interno di difesa a riprendere il suo lavoro (vedere i disegni in allegato). La scheda include alcuni disegni che si riferiscono a queste pratiche.

ATTENZIONE:

  1. Applicare l'acqua fredda solo sulla pelle calda e poi coprirsi bene
  2. Fare le pratiche fredde in una stanza calda (28°C)
  3. Non usare argilla al posto della terra, né terra concimata.
  4. Per le donne, sospendere le pratiche (eccetto il fango) 2 giorni prima e 3 giorni dopo le mestruazioni

Frizione fredda
Spazzolare a secco la pelle con un panno ruvido o con una spazzola, a seconda dello spessore della pelle, fino ad ottenere un arrossamento della pelle stessa ed una sensazione di calore; successivamente passare un asciugamano inzuppato di acqua fredda su tutto il corpo. Si fa passando rapidamente l’asciugamano sulla pelle con movimenti rapidi e decisi, rivoltando l’asciugamano dopo ogni passata. E’ utile partire dal petto sinistro, scendere fino al piede sinistro, poi passare dal petto destro al piede destro. Passare sui due lati del dorso, nello stesso modo; poi completare l’abluzione delle gambe e delle braccia. Mettere l’asciugamano a terra e metterci sopra i piedi come gesto finale. Dopo la frizione il corpo deve essere adeguatamente coperto. Se si sente freddo dopo questa abluzione vuol dire che abbiamo sbagliato la procedura: o la pelle non era abbastanza calda, o l’acqua non era abbastanza fredda, o non ci siamo coperti bene dopo l’abluzione. Questa pratica attiva la circolazione del sangue, richiamandolo sulla pelle, e favorisce l’attività naturale dell’epidermide.

Clistere
Se necessario, cioè se non si evacua almeno una volta al giorno, bisogna favorire l’evacuazione mediante un clistere di acqua pura e fresca. Va fatta a stomaco vuoto. Usare un enteroclisma con un tubicino lungo circa 12 cm. Appendere il serbatoio a circa 1 metro da terra, restare sdraiati su un fianco oppure bocconi, e lasciare entrare tutta l’acqua: circa 1 litro e mezzo per la donna e circa 2 litri per l’uomo. Alzarsi in piedi e trattenere l’acqua per circa 10 minuti, resistendo allo stimolo ad evacuare; se necessario, muovere l’intestino con le mani per ridurre la pressione. Dopo 10 minuti rilasciare i muscoli anali e far defluire l’acqua. Fare un clistere è utile anche quando si evacuano feci non compatte (diarrea) anche in mancanza di un vero malessere. Non fare il clistere in presenza di dolori addominali. Il lavaggio del colon, fatto con l’utilizzo di grandi quantità di acqua e di una attrezzatura adatta, non è come un clistere ed ha controindicazioni che ne sconsigliano un uso frequente. In caso di stitichezza persistente, l’acqua può essere tiepida, con l’aggiunta di un decotto di boldo o di coda cavallina. Questa pratica evita la permanenza delle feci nel retto, che è sempre fonte di intossicazione per tutto l’organismo.

Camminata
Camminare a passo svelto, senza esagerare, per almeno mezz’ora, meglio se per un’ora; ancora meglio se in salita. Se possibile camminare per alcuni minuti a piedi scalzi sull’erba. Durante la camminata si possono fare esercizi di respirazione più accentuata. Non è saggio sostituire la camminata con una corsa o con un giro in bicicletta. Restare per ore in piedi non equivale a camminare a passo svelto. Questa pratica stimola la circolazione di ritorno del sangue, movimenta quasi tutti i muscoli corporei, favorisce i movimenti intestinali e rende più allegra la mente.

Cataplasma di fango sul ventre
Questa pratica va imparata bene. L’impasto deve essere simile ad una polenta, alto circa mezzo centimetro, e va messo sulla pelle; sopra il fango va messo un panno di cotone, poi un foglio di carta ed infine una fascia di lana. E’ la fascia di lana che garantisce l’isolamento termico fra il fango e l’ambiente, e che favorisce quindi lo scambio termico fra il fango e le viscere. Il tutto va tenuto fermo con una panciera o qualcosa di simile. Il fango va tolto quando si secca. Il cataplasma va ripetuto ogni sera finché si secca durante la notte, e si può interrompere quando resta umido fino al mattino.
Se si sentono brividi di freddo è necessario scaldare i piedi, assicurarsi che il cataplasma sia stato fatto bene, e che il corpo sia ben coperto.
Il cataplasma di fango può essere applicato anche sull’inguine, sullo stomaco, oppure sui reni o sulla spina dorsale, per favorire la disintossicazione di questi organi. L’applicazione sulla schiena è più difficoltosa e necessita di una maggiore perizia.
Questa pratica può essere proseguita anche durante le mestruazioni, anzi aiuta in casi di mestruazioni dolorose. Favorisce la riduzione dell’eccessivo calore nelle viscere e stimola l’espulsione delle tossine. Quando il fango diventa secco queste funzioni si fermano.
La terra biologica non può essere sostituita dall’argilla che, essendo metallica, interferisce con i campi magnetici in organi vitali come cuore, fegato, genitali, reni. Dopo due ore di applicazione l’argilla crea scompensi funzionali a questi organi che non si riscontrano quando si usa la normale terra biologica. Per procurarsi questa terra è sufficiente andare in un terreno che non sia stato concimato negli ultimi 10 anni, scavare una buca di circa 20 cm. e prelevare circa un secchio di terra; togliere tutti i sassolini, legnetti, ecc. e stenderla al sole per 48 ore. Poi è pronta per l’uso. La terra utilizzata non può essere recuperata ma va restituita al suolo.

Bagno genitale
Si esegue facendo scorrere acqua fredda sui genitali esterni; anche questa pratica va imparata bene. Il corpo deve essere coperto se la stanza ha meno di 28°C; si raccoglie l’acqua fredda dal catino o dal bidet e la si fa scorrere sui genitali esterni; oppure si bagna una spugna e la si strizza addosso ai genitali. Non usare una doccia od un getto continuo di acqua perché serve l’alternanza dell’applicazione. L’acqua deve essere ad una temperatura di circa 12° per cui d’estate sarà necessario raffreddarla con del ghiaccio. D’inverno l’acqua esce dal rubinetto già ad una temperatura adatta.
Se possibile è bene che l’acqua scorra lentamente; usando un bidet è possibile lasciare il rubinetto aperto con un filo di acqua. Questo lavaggio deve durare da 20 a 30 minuti e deve essere fatto a stomaco vuoto, terminando almeno mezz’ora prima di mangiare. Anche questo bagno, come tutte le applicazioni con acqua fredda, deve essere interrotto in prossimità delle mestruazioni: 2 giorni prima e 3 giorni dopo.
Gli uomini devono mantenere il glande coperto dal prepuzio, per cui devono usare entrambe le mani, mentre la donna deve usarne una sola. Di solito è utile mettere una tavola od un asciugamano arrotolato sui bordi del bidet, per rendere più comoda la permanenza prolungata in posizione seduta. Gli uomini devono evitare che l’acqua raffreddi i testicoli. Uomini e donne posso estendere l’applicazione alla regione pubica.
E’ una pratica molto antica che è stata chiamata in vari modi: bagno derivativo, lavaggio genitale, ecc. Stimola una forte reazione nervosa che aiuta a decongestionare la testa, in caso di dolori al capo, ma anche a movimentare l’espulsione di sostanze morbose nella vagina e nell’utero.

Bagno di sedere (metodo Just)
Riempire la vasca da bagno o una tinozza grande con circa 15 cm. di acqua fredda; sedersi dentro l’acqua e massaggiarsi pancia e ventre con le mani per circa 3 minuti. Poi uscire e coprirsi bene. Se la stanza non è calda (almeno 28°C) è bene tenersi addosso un accappatoio o asciugamano grande per tenere caldo il resto del corpo.

Bagni di aria e di sole
Esporre la pelle all’aria per 3-5 minuti d’inverno e per periodi più lunghi d’estate.
D’inverno, dopo l’esposizione coprire la pelle, finché torna calda.
Esporre la pelle al sole per 10-15 minuti d’estate e per periodi più lunghi nelle altre stagioni.Oppure esporre la pelle alla luce indiretta (all’ombra o sotto un telo bianco).
Se la pelle suda, lavare con acqua prima di vestirsi.
Evitare di indossare indumenti sintetici sopra la pelle.
Impacchi di ricotta
Lavorare la ricotta girandola in una scodella, finché assume la consistenza di una crema densa. Collocare la ricotta alta circa 1 cm. Sulla pelle e coprire con un panno di cotone.
Tenere per circa 2 ore o finché inizia a puzzare.

Abluzioni calde/fredde
Preparare due bacinelle, una con acqua calda a 45°C e l’altra con acqua fredda a 12°C. Immergere le gambe/braccia/fronte (a seconda dell’effetto desiderato) in acqua calda e contare lentamente fino a 20. Poi immergere la parte in acqua fredda e contare lentamente fino a 10.
Ripetere queste due azioni 3-4 volte. Terminare con l’acqua fredda e poi coprire con un asciugamano finché la pelle torna a temperatura normale.

Ginnastica da camera
Fare i movimenti qui a lato illustrati; ripetere 4-5 volte ciascun esercizio; il numero delle ripetizione più salire fino a 10 ma mai diventare stancante. Abbinare ai movimenti la respirazione. Quando il movimento richiede sforzo, fare lo sforzo mentre si espira.