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Immaginando l’A.c.n.i.n. nel futuro vedo un centro culturale con diversi spazi: un piccolo centro congressi, con sale di diverse misure per le attività divulgative, di studio ed eventi ricreativi, un B&B, un ristorante vegetariano che propone piatti con le giuste combinazioni alimentari, una falegnameria, un orto, alberi da frutto e un paio di cavalli. Il tutto immerso nel silenzio della natura e gestito dai consulenti A.c.n.i.n.

Leggendo la raccolta di Edward Bach, ho trovato un capitolo che parla dell’ospedale del futuro e con felice stupore mi sono accorta che i nostri desideri sono gli stessi.

Tantissimi anni sono passati sia da Back che da Acharan e Costacurta ma il sogno non svanisce e un giorno arriveranno le giuste condizioni che trasformeranno queste parole in realtà.

Edward Bach scrive:

*In un futuro che ci auguriamo essere non troppo lontano, dovrà essere trattato il paziente, non la malattia.

Negli ospedali del futuro ci sarà un’atmosfera di pace, e di speranza, di gioia, e di fede. Ogni cosa sarà fatta per incoraggiare la persona a dimenticare la malattia, a lottare per la salute, e allo stesso tempo, per correggere qualsiasi difetto nella sua natura e giungere alla comprensione della lezione che deve imparare.

Ogni cosa dell’ospedale del futuro sarà edificante e bella, cosicché il malato cercherà quel rifugio non solo per essere alleviato dalla sua malattia, ma anche per sviluppare il desiderio di vivere una vita in armonia con i dettami della sua Anima, più di quanto non avesse mai fatto prima. L’ospedale sarà come una madre per i malati: li accoglierà fra le sue braccia rassicurandoli e confortandoli, dando loro speranza, fede e coraggio per superare le difficoltà.

Il medico di domani comprenderà che lui, da solo, non ha nessun potere di guarire, ma che se dedica la sua vita al servizio dei suoi fratelli, a studiare la natura umana, così da poter in parte comprenderne il significato, se desidera con tutto il suo cuore alleviare la sofferenza umana e abbandonare tutto per aiutare il malato, allora attraverso di lui può essere trasmessa la conoscenza per guidare chi soffre, e il potere di guarire per alleviare le sue pene. E allora, il suo potere e la sua abilità nell’aiutare sarà in proporzione all’intensità del suo desiderio e della volontà di servire. Egli capirà che la salute, come la vita è di Dio, e solo di Dio. Così lui stesso e i rimedi che usa sono puramente strumenti e agenti del Piano Divino per assistere e riportare il sofferente sulla strada della Legge Divina. Non sarà interessato alla malattia o all’anatomia patologica, studierà solo la salute. Non sarà importante per lui se, per esempio, il respiro corto è causato dal bacillo della tubercolosi, dallo streptococco, o da qualsiasi altro organismo, ma gli importerà molto di più sapere perché il paziente soffre per la difficoltà di respirare. Non sarà di nessuna importanza sapere quale delle valvole del cuore è danneggiata, ma sarà vitale comprendere in quale modo il malato sta erroneamente sviluppando la sfera dell’amore.

Le radiografie non saranno più usate per esaminare l’artrite di un’articolazione, piuttosto si cercherà nel modo di pensare del paziente per scoprire la sua rigidità mentale. […] La formazione del medico sarà uno studio profondo della natura umana, una grande consapevolezza del puro e del perfetto, una comprensione dello stato Divino dell’uomo, sulla conoscenza di come assistere coloro che soffrono affinché possano armonizzare la loro condotta con il loro Sé Spirituale e quindi portare armonia e salute alla personalità.

Basandosi sulla vita e sulla storia del paziente egli dovrà essere in grado di comprendere il conflitto che sta causando malattia o disarmonia fra il corpo e l’Anima, e potrà permettersi così di dare il suggerimento e il trattamento necessario al sollievo del sofferente. Dovrà inoltre studiare la Natura e le sue Leggi, essere un esperto dei Suoi Poteri Curativi che può utilizzare a beneficio e a vantaggio del paziente. Il trattamento di domani essenzialmente donerà quattro qualità al paziente: primo la pace, secondo la speranza, terzo la gioia, e quarto la fede.

Tutto l’ambiente circostante, così come l’attenzione prestata, saranno rivolti a questo fine: circondare il malato con quell’atmosfera di salute e luce che incoraggerà la guarigione. Allo stesso tempo, gli errori del paziente, una volta diagnosticati, saranno messi in evidenza e verrà data assistenza e incoraggiamento affinché possa superarli. […]

L’idea che la guarigione possa essere ottenuta con il pagamento in oro o argento deve sparire per sempre. La salute, come la vita, è di origine Divina e può essere ottenuta solo con Mezzi Divini. Guardando da fuori sembra che il denaro, il lusso, i viaggi, siano in grado di procurare un miglioramento al nostro essere fisico, ma queste cose non possono mai darci una salute vera.

Il paziente di domani deve capire che lui, e solo lui, può portare sollievo a se stesso dalla sofferenza, per quanto possa ottenere consiglio e aiuto da un fratello più anziano che lo assisterà nel suo sforzo.

Probabilmente la più grande lezione della vita è quella di imparare la libertà: la libertà dalle circostanze, dall’ambiente circostante, dalle altre personalità, e soprattutto da noi stessi perché, finché non siamo liberi, non siamo capaci di dare e di servire completamente i nostri fratelli.

Ricordate che se soffriamo o siamo privati di qualcosa, se siamo circondati da parenti o da amici che ci possono infastidire, se dobbiamo vivere fra coloro che ci controllano e ci dettano ordini, che interferiscono con i nostri piani e ostacolano il nostro progresso, tutto dipende dalle nostre azioni: perché è rimasta ancora dentro di noi una traccia che impedisce la libertà di qualcuno, o perché manca il coraggio di reclamare la nostra individualità, il nostro diritto di nascita. Nel momento in cui noi stessi diamo completa libertà a tutto ciò che ci circonda, quando non desideriamo più legare e limitare, quando non ci aspettiamo più niente da nessuno, quando il nostro unico pensiero sarà di dare e dare senza prendere mai, in quel momento scopriremo che siamo liberi da tutto il mondo: i legami cadranno, le nostre catene si spezzeranno e, per la prima volta nelle nostre vite, conosceremo la deliziosa gioia della perfetta libertà.

Il potere del possesso si è così sviluppato in Occidente da rendere necessarie gravi malattie prima che la gente si possa rendere conto dell’errore e corregga i propri comportamenti. Chi tra voi soffre per mano di un altro si faccia coraggio, perché significa che avete raggiunto quello stadio di avanzamento in cui vi stanno insegnando a guardare la vostra libertà, e quel dolore e sofferenza che state sopportando vi sta insegnando come correggere il vostro sbaglio e non appena lo avrete riconosciuto e corretto, i vostri problemi finiranno.

 

*Fonte: Edward Bach Raccolta. I dodici guaritori e altri rimedi di Edward Back. Capitolo Voi soffrite a causa vostra. Proseguiamo ancora un po’ lungo la strada. Pag. 81-87. Grafiche Turato Edizioni. Traduzione a cura di Susanna Sorbato. Revisione a cura di Loredana Benni, Veron Dalton, Elena Tura. Illustrazione di copertina Francesca Dafne Vignaga. ISBN: 978-88-98997-25-1