Espone, Raffaele Sabatini. 15 giugno 2026

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Articolo di Corrado Tanzi.

 

Le Ecchimosi, un stravaso di sangue in un tessuto solitamente conseguenziale ad un trauma contusivo in grado di danneggiare le pareti dei vasi sanguigni, senza rompere i tegumenti.
Vi chiederete come mai voglio parlare di questo banale ma non troppo, ben conosciuto e raro argomento dovuto per lo più a cadute e botte varie.
Direte che queste macchie si risolvono da sole e quindi, a che serve fare un trattamento?
Ecco ne voglio parlare perché le ecchimosi sono a volte indotte da danni più seri e, in questo periodo, ho avuto molte segnalazioni di questo problema da un certo numero di persone che non hanno subito situazioni traumatiche, ma che hanno visto queste petecchie, a volte accompagnate anche da dolore e altro, nell’immediato o medio periodo post-vaccinale.
Si, l’ecchimosi è in pratica un stravaso di sangue in un tessuto, espressione appunto di una contusione in grado di rompere le pareti dei vasi sanguigni lasciando però alterata la pelle ma, come dicevo, vi sono ecchimosi di grave entità che si manifestano con un copioso accumulo di sangue in un tessuto e rivestono un significato patologico più importante che conosciamo come ematomi.
L’ecchimosi può essere riscontrata direttamente sulla pelle o coinvolgere una membrana mucosa più interna.
Come per l’ematoma propriamente detto, i traumi e le contusioni non costituiscono le uniche cause che scatenano questo fenomeno: lo fanno anche eventuali alterazioni dalla capacità coagulativa del sangue (uno dei problemi indotti dalla spike), ma anche leucemia e terapie anticoagulanti in grado di causare lividi simili.
Sia ben chiaro, come ho già rilevato, le ecchimosi più frequenti sono indotte da traumi o contusioni di lieve o media entità e, in mancanza di queste situazioni, il problema è senza dubbio da non sottovalutare, visto che le ecchimosi possono dipendere da alterazioni della coagulazione sanguigna come nel caso di emofilia, leucemia, insufficienza di trombociti, ma anche ad alcune malattie, dalla flebite al lupus, dallo scorbuto alle terapie anticoagulanti mal monitorate.
Ma quali sono i sintomi di queste poco estetiche petecchie?
Senza dubbio il sintomo principale dell’ecchimosi è il dolore, la cui intensità dipende dalla gravità della contusione inferta ed è spesso concomitante a gonfiore e percezione di calore locale.
I segni visibili di questo problema sono invece il colore, la cui Cromia varia dal rosso, (subito dopo la botta), al blu/viola (dopo 4-6 gg) e verde giallo (dopo 7-10 gg).
Ora, visto che l’argomento non è così banale come si pensava, direi che ci conviene approfondirlo ed eventualmente, oltre che sulla causa, intervenire anche a livello locale con l’aiuto di impacchi e impiastri.

Trattamento e Rimedi
Le ecchimosi di lieve entità tendono ad autorisolversi nell’arco di pochi giorni giacchè l’emorragia si riassorbe lentamente, scomparendo del tutto dopo un breve periodo di tempo.
Per velocizzare i tempi di guarigione, si consiglia di applicare sul trauma appena avvenuto, delle borse del ghiaccio per il loro effetto vasocostrittore dovuto al freddo che limita la fuoriuscita di sangue dai vasi lesionati dal trauma.
Oltre a questa proprietà, il ghiaccio conferisce un buon effetto anestetizzante, mascherando temporaneamente il dolore.
Questa pratica, se non in situazioni pesantissime, è tralasciata dal naturoigienismo che preferisce l’applicazione quantitativa di fango, rinnovandolo ogni volta che si scalda troppo.
Ecco, io consiglio, laddove possibile, riempire una vaschetta con fango e immergervi la mano, il dito, il piede o la gamba (chiaramente più difficile, a meno che si disponga di vaschette profonde).
Se il fango comincia a scaldare, spostarsi dalla parte che è più freddo.
In questo caso, oltre a frenare il versamento, si ottiene anche un effetto disinfiammante e osmotico dal corpo all’impiastro.
In caso di gravità con espansione notevole del trauma e delle macchie (maschere ecchimotiche), la medicina consiglia di assumere farmaci antinfiammatori per ossa, e applicare localmente direttamente sulla superficie dell’ecchimosi delle pomate analgesiche.
Se la situazione non è gravissima, esistono complessi di piante o piante singole, così delle pomate su base naturale che si prestano bene allo scopo. Possiamo pensare ad arnica (salvo lesioni cutanee e ferite aperte) e calendula indicata anche in caso di ferite aperte.
Attenti però, quando la lesione è frutto di alterazioni della capacità coagulativa ematica, è necessario risalire alla causa che ha indotto l’ecchimosi, ed intervenire di conseguenza anche con supporto medico.

Azione antiecchimosi.
Le piante più usate sono l’arnica, il tamaro e la margheritina.
Dell’arnica si utilizzerà prevalentemente la T. M., un estratto idroalcolico di pianta fresca ottenuto secondo le proporzioni definite dalle farmacopee europee nelle sezioni dedicate alle preparazioni omeopatiche, come pure della margheritina (bellis perennis).

Il Cornus sanguinea in macerato di gemme, a uso interno è utilissimo come coadiuvante delle applicazioni esterne.
Si prendono 30 gocce ogni 1/4 d’ora nei casi acuti e 50 gocce 3 volte al dì dopo la fase acuta.
CORNUS Sanguinea o Sanguinello, è un riassorbente nei traumi toracici e addominali, specialmente se accompagnati da fratture interne.

Le T.M. saranno diluite con 3-4 parti di acqua, specialmente l’arnica.
Nei casi in cui vi sia una ferita profonda, l’arnica andrà sostituita dalla calendula T.M., come pure il tamaro.
Quest’ultima pianta è meno nota, ma è molto diffusa da noi, specialmente lungo i fossi in pianura e in collina); il suo nome scientifico è Tamus communis, una pianta rampicante esile, dalle foglie lucide e cuoriformi che produce delle bacche rosse.
La radice fresca è la parte medicamentosa da utilizzare, preferibilmente grattugiata, che andrà mescolata a un veicolo di base che in certe tradizioni popolari è costituito dallo strutto.

Ottimi risultati si ottengono anche dall’applicazione di pezzuole intrise di aceto, così come pure impacchi con decotto di equiseto, o meglio, argilla impastata con questo decotto magari associato ad arnica o calendula.
Ricordo che le varie piante citate possono essere utilizzate per preparare l’impiastro di argilla o terra, migliorandone l’efficacia.

Rilevo che, qualora si producessero eritemi e piccole lisioni epidermiche, bisognerà evitare l’applicazione a base di aceto e arnica. Qualora si utilizzassero le foglie di verza schiacciate o in poltiglia, questa applicazione sarà sospesa in caso di forte irritazione della pelle.

Articolo di Corrado Tanzi pubblicato in forma vocale nella rubrica “Pillole del giorno” nel canale Telegram “Medicina Naturale Naturoumanista”.


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DOPO 70 ANNI, LE IDEE DI LEZAETA SONO ANCORA VALIDE?

 

Mancano i primi minuti della conferenza.

 

GUARDA LA REGISTRAZIONE

 

Buongiorno a tutti,

all’interno dell’area soci alla voce del menu AUDIO/VIDEO – AUDIO – SPIRITUALITA’ potete ascoltare i primi tre incontri del corso sulla spiritualità:  IL CAMMINO DELL’UOMO, tenuto da Renato Marini il martedì sera dalle ore 20:30 alle 21:30.

ASCOLTA DA QUI:

LEZIONE 1  – Religione e spiritualità

LEZIONE 2 – Logica e mistica

LEZIONE 3 – La visione divina dell’uomo

 

Per partecipare agli incontri su Zoom, collegarsi a questo link:

https://us02web.zoom.us/j/87696788750

ID RIUNIONE: 876 9678 8750

 

Chi è di Vicenza o nelle vicinanze può venire in Via Enrico Fermi, 227 presso l’edificio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, davanti al Giornale di Vicenza e dietro a TVA.

 

 

 

 

Registrazione della diretta streaming della Conferenza divulgativa del 15 novembre 2023, tenuta dal farmacista Alessandro Massarotto. Non appena sarà disponibile la versione editata con le slide manderemo comunicazione ai soci.

I primi benefici che ho avuto adottando le metodiche della Medicina Naturale di Lezaeta e Costacurta risalgono ai tempi in cui i miei figli erano bambini e curavo la loro febbre e la mia con le sei frizioni e la dieta a base di frutta e guarivamo in un giorno.

Quando avevo il bambino di circa 6-7 mesi che aveva iniziato lo svezzamento, era raffreddato e continuava a gocciolargli il naso, così, per un giorno, gli diedi da mangiare solo mele e guarì in giornata senza portarsi dietro tosse e catarro come di solito avveniva dopo il raffreddore.

Un’ altra esperienza importante l’ho avuta quando poco prima dei quaranta anni non stavo bene e andai da uno dei dottori che erano citati nel libro “La Nuova dietetica” che usavano i metodi di Costacurta. Mi consigliò di fare impacchi con argilla sulla schiena che però non mi diedero nessun beneficio. Allora lessi nel libro di Acharan del bagno di vapore, detto anche “lavaggio del sangue” e così tentai questa ultima pratica che mi rimaneva da provare. Dopo due giorni di “saunetta” dissi alla mia vicina che mi sentivo ringiovanita di 10 anni. Questa pratica del lavaggio del sangue mi è stata utile anche con il problema del nervo sciatico. Almeno una volta all’anno mi succedeva che quando mi abbassavo mi faceva male così facevo due o tre lavaggi del sangue e il problema spariva.

Un altro modo in cui mi sono stati utili i metodi naturali è stato quando verso i 45 anni mi accadeva che dopo aver pranzato mi bruciavano gli occhi. Mi alzavo dalla tavola e mi si appannava la vista così decisi di fare la dieta di frutta di cui avevo tanta paura. La feci per una settimana e il problema non e più esistito.

Molti anni dopo accadeva che finito di lavorare tornavo a casa con la zona lombare che mi faceva male ed anche in questo caso feci la dieta di frutta per una settimana e il problema per molto tempo non si ripresentò.

Poi un giorno che ero in piedi da due ore, sentì nuovamente dolore nella zona lombare senza aver fatto nessuna fatica e venni a sapere che potevano essere i derivati del latte. Questa volta non mi ricordai della dieta di frutta e presi un antinfiammatorio naturale che preparò la mia erborista e smisi di mangiare tutti i derivati del latte e il problema per il 99% non esiste più da dieci anni.

La dieta che facevo non era esattamente come consigliava Costacurta, provavo a seguirla correttamente ma dovendo preparare da mangiare per mio marito e per i miei figli, cadevo in tentazione e così l’unica cosa che non sono riuscita a curare è stato l’intestino. 

Adesso ho 68 anni ma è da quando ne avevo 58 che il mio intestino ha cominciato a fare feci verdi e diarroiche alternate da periodi che sono compatte.  

Ho fatto i fanghi, i bagni genitali e la frizione; per due anni il lavaggio del sangue una volta alla settimana, i fanghi erano freddi quando li tiravo via e così smisi di farli. Il mio intestino non è migliorato, sono nella stessa situazione. Adesso sto provando come dice Corrado Tanzi sul suo canale telegram: estratto di semi di pompelmo e polvere di topinambur. Ho fatto anche la cura con equiseto 30 grammi in 1 litro di acqua per 3 mesi e adesso faccio mezzo litro di tisana con equiseto ortica e calendula. Le mie feci ora sono compatte, non so se è una cosa momentanea ho se durerà. 

Grazie, una vostra socia, Maria Vaianella.

Dato che i vaccini anti Covid si sono dimostrati (per ammissione delle stesse autorità mediche) non sicuri (ossia non è detto che proteggano dalla malattia) e comunque ad effetto limitato (dopo alcuni mesi non proteggono più), il mondo farmaceutico sta pensando a proporre un vaccino ogni anno (ossia sempre diverso), da abbinare al vaccino per l’influenza (che non cambia molto da un anno all’altro). Le case farmaceutiche propongono la vaccinazione obbligatoria per tutti, anche dei bambini, ma questa sarà una scelta dei politici, non dei mercanti in medicine.

L’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS) ha firmato un accordo amministrativo con la Unione Europea per utilizzare la tecnologia messa a punto dall’esperimento fatto dall’Italia con il Green Pass obbligatorio. L’obbligatorietà in Italia è stata motivata dal pericolo di morire per chi si ammalava di Covid (lo disse Mario Draghi nel comunicare le motivazioni dell’obbligo), ma non è attualmente nelle intenzioni dei politici in Europa o nel mondo. Era necessario imporre il Green Pass in Italia per avere un campione molto esteso per fare l’esperimento della tecnologia di verifica e controllo. Ossia, se fosse stato facoltativo solo pochi italiani l’avrebbero fatto.

Cosa intende fate la OMS con questa tecnologia derivata dall’esperimento fatto in Italia, probabilmente in cambio di un aiuto economico di quasi 200 miliardi, che nessun altro Paese ha ricevuto? Per capirlo bisogna capire cosa faranno a partire dal 2025 nella provincia Autonoma di Trento:  lo chiamano in Inglese Digital Wallet, ossia Portafoglio Elettronico. In pratica, verrà creata una applicazione da scaricare sugli smartphones (per chi lo vuole) nella quale inserire manualmente la propria carta di identità la propria patente, la tessera sanitaria e ogni altro documento personale che si ritiene utile avere in formato elettronico, come i certificati di vaccinazione, le esenzioni del ticket sanitario, il tipo di sangue, le eventuali allergie o altre peculiarità relative alla propria salute, la dichiarazione di Fine Vita (se accettare o no interventi medici salva vita), la dichiarazione sulla donazione degli organi, e così via. Insomma, un “portafoglio” elettronico che sostituisce molti documenti cartacei.

Questa applicazione potrà essere usata dall’amministrazione sanitaria per sapere facilmente chi è vaccinato, con quali vaccini e per quali malattie. Nei Paesi dove alcune vaccinazioni sono obbligatorie, come è in Italia per 10 malattie infantili, questo sistema permetterà di sapere facilmente chi ha fatto vaccinare i figli e chi no, per mettere in atto “informazioni persuasive”, che spiegano perché è saggio decisione di farli vaccinare, e di “informazioni dissuasive”, che illustrano le sanzioni amministrative che saranno comminate, come il diniego di iscrizione agli asili pubblici e la multa da pagare per aver iscritto il figlio a scuola senza che sia stato vaccinato. Ad oggi infatti nessuna vaccinazione in Italia è veramente imposta dalla legge: non verranno a casa i carabinieri per vaccinare i figli, come avveniva nel 1905 negli Stati Uniti. Ma chi si rifiuta andrà incontro a sanzioni amministrative e pecuniarie.

Nessun “marchio della bestia” in vista, dunque, ma certo un ulteriore allontanamento dalla saggezza della natura, a favore della fantomatica Intelligenza Artificiale. Cosa accadrà se il sistema computerizzato si ferma per mancanza di elettricità o per un virus malignamente inserito da qualche male intenzionato? Si fermerà tutto: come quando al supermercato le casse elettroniche non funzionano e bisogna aspettare che vengano riparate. 

Renato Marini

 

Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay